Leghi la tua e-bike da 2.000 euro davanti al supermercato, entri dieci minuti, torni e trovi il lucchetto tranciato e la rastrelliera vuota. Qualche giorno dopo apri la pratica con l'assicurazione e scopri che il rimborso copre poco più della metà del valore. Quello scarto tra quello che ti aspettavi e quello che ottieni è il punto in cui i ciclisti vengono colti di sorpresa.
In Italia il problema comincia prima. Le compagnie coprono la bicicletta molto meno di quanto coprano un'auto o una casa, e non per pigrizia.
Perché in Italia è difficile assicurare una bicicletta
Il Sole 24 Ore lo scrive senza giri di parole: il settore assicurativo per le biciclette è di fatto quasi inesistente per l'elevato rischio di furto e per la difficile identificazione del legittimo proprietario.
La seconda metà di quella frase è la parte che riguarda te. Un'automobile ha una targa e un registro pubblico. Una bicicletta in Italia non ha né l'una né l'altro: manca un'anagrafe nazionale, quindi chi assicura non ha modo di verificare che tu sia davvero il proprietario, né di distinguere un furto vero da una bici rivenduta. Il rischio di ricettazione fa il resto, e il risultato è che le polizze disponibili sono poche, costose e piene di condizioni.
I numeri spiegano perché le compagnie stiano attente. Sempre secondo il Sole 24 Ore, che cita i dati della FIAB, i furti sono circa 320.000 all'anno e coinvolgono il 60% dei ciclisti; il 70% avviene in parcheggi pubblici all'aperto, e il timore del furto porta il 20% delle persone a rinunciare all'acquisto di una bici nuova. Non è un rischio marginale: è il rischio principale del prodotto.
La conseguenza pratica per te è che l'unica cosa che puoi mettere sul tavolo per compensare quella difficoltà è la documentazione. Chi arriva con numero di telaio, foto datate e una registrazione a proprio nome apre una pratica di tutt'altro genere rispetto a chi arriva con un ricordo.
Cosa copre di solito la polizza casa
Quasi nessun ciclista italiano ha una polizza dedicata. Nella grande maggioranza dei casi la bicicletta rientra nella polizza casa multirischio, e questo copre più di quanto si creda, ma entro confini precisi.
Una polizza casa standard in genere copre:
Il furto dall'abitazione o dalle sue dipendenze, cioè cantina, garage, box, quando c'è scasso o effrazione
Il danneggiamento provocato intenzionalmente da terzi
Incendio e danni da acqua legati a eventi che colpiscono l'immobile
La responsabilità civile verso terzi, spesso attraverso la garanzia capofamiglia, se investi un pedone mentre pedali
Quello che quasi mai è compreso di serie è il furto della bici fuori casa, cioè esattamente lo scenario del supermercato. Per quello serve un'estensione, e non tutte le compagnie la vendono. La polizza Bici2Go di Sara Assicurazioni, per esempio, copre il furto della bicicletta se sottratta dall'abitazione o da una dipendenza come cantina o garage, e non altrove.
Prima di dare per scontato di essere coperto, cerca nelle condizioni la parola "dimora" o "dipendenza" e guarda se c'è una garanzia separata per il furto all'aperto. È lì che si decide tutto.
Le esclusioni che fanno saltare il rimborso
Le compagnie sono molto specifiche su ciò che non pagano, e sulle biciclette lo sono più che altrove.
Niente lucchetto omologato, niente rimborso. Le garanzie furto all'aperto quasi sempre impongono un antifurto di un certo tipo, legato a una struttura fissa. Alcune polizze chiedono anche la prova dell'acquisto dell'antifurto: il Sole 24 Ore segnala il caso di una polizza per e-bike in cui lo smarrimento dello scontrino del lucchetto omologato costituisce pretesto di non copertura. Conserva quello scontrino insieme a quello della bici.
Condizioni sulla batteria e sul computer di bordo. La stessa polizza non opera se al momento del furto l'assicurato non è in possesso della batteria e del display. Tradotto: se lasci la e-bike davanti al bar per un caffè con la batteria montata, la garanzia può non valere. Vale la pena leggere questa clausola prima di comprare, non dopo.
Scoperto e franchigia. Il rimborso non è mai integrale. Lo scoperto è una percentuale del danno che resta a tuo carico, e su alcune polizze si può dimezzare fornendo la foto del lucchetto usato al momento della stipula e di quello danneggiato dopo il furto. È una fotografia che costa cinque secondi e vale centinaia di euro: fattela adesso.
Il semplice rischio di furto non basta. Alcune garanzie coprono la sottrazione con effrazione e non il mezzo sparito senza tracce. Se il lucchetto non viene ritrovato tranciato, la pratica si complica.
L'usura non è mai coperta. Un copertone consumato, una catena arrugginita, delle pastiglie da cambiare sono manutenzione, non sinistri. Su questo la preparazione stagionale fa più della polizza.
E-bike: valore più alto, regole più strette
Le e-bike sono il caso in cui l'assicurazione ha più senso e in cui le condizioni sono più rigide. La ragione è ovvia: costano di più e vengono rubate di più, per i motivi che abbiamo spiegato in perché le e-bike sono più a rischio furto.
Sul mercato italiano esistono prodotti dedicati, ma con paletti stretti. Una delle poche polizze che copre il furto su strada oltre che al chiuso è acquistabile solo per e-bike regolarmente omologate, iscritte al CicloRegistro di ANCMA, e di valore non superiore a 5.000 euro. Il pacchetto più completo aggiunge la copertura infortuni del ciclista, con un massimale di 50.000 euro per sinistro, e i danni alle componenti elettriche, batteria inclusa.
Sul fronte delle polizze specifiche contro il furto, i prezzi danno la misura del rischio percepito: Bikeitalia riporta il caso di una bici da corsa nuova da 10.000 euro assicurata a 758 euro l'anno, con la copertura per danni accidentali che si aggiunge a 26-29 euro annui. Su una bici da 800 euro un conto del genere non ha senso; su una da 5.000 comincia ad averlo.
Vale la pena guardare anche alle tessere associative. Touring Club e FIAB propongono coperture pensate per chi pedala, in genere più orientate alla responsabilità civile e agli infortuni che al furto, ma a costi molto più bassi di una polizza dedicata.
Cosa serve davvero per farsi rimborsare
La differenza tra una pratica che si chiude in tre settimane e una che si trascina per mesi la fai tu, con quello che hai in mano il giorno del furto.
La denuncia. È il presupposto di ogni richiesta. Si può partire dalla denuncia online della Polizia di Stato e formalizzarla in commissariato entro 48 ore con il numero di protocollo, oppure andare direttamente dai Carabinieri. Nella denuncia va indicato il numero di telaio.
La prova di proprietà. Lo scontrino è l'ideale, ma vanno bene anche l'estratto conto, l'email di conferma dell'ordine, la garanzia o le fatture di manutenzione.
Il numero di telaio. È l'identificativo che tiene insieme tutto il resto. Senza, la pratica è più difficile e il recupero praticamente impossibile. Quasi nessuno lo conosce prima di averne bisogno: la guida al numero di telaio spiega dove cercarlo e come annotarlo.
Le foto. Immagini datate della bici scattate prima del furto, con il telaio, il numero e i dettagli riconoscibili.
La documentazione dell'antifurto. Modello, scontrino e, se ce l'hai, la foto del lucchetto tranciato.
Perché la registrazione rafforza ogni richiesta
Qui il cerchio si chiude. Il motivo per cui in Italia le polizze bici sono poche è la difficoltà di identificare il legittimo proprietario. Registrare la bici è precisamente il gesto che risolve quel problema dal tuo lato.
Quando registri la bici su Registro Biciclette crei un documento datato che contiene:
il numero di telaio, verificato al momento della registrazione
le foto della bici con la data
i dati d'acquisto e la prova di proprietà
un record digitale che puoi condividere in un istante con le forze dell'ordine o con la compagnia
È esattamente l'elenco che ti chiedono quando apri il sinistro, pronto sul telefono. Se poi la bici viene recuperata, la pratica si chiude senza rimborso, che è il risultato migliore per tutti.
Esiste anche il CicloRegistro di ANCMA, il portale dell'associazione dei costruttori che permette di registrare il numero di telaio delle e-bike vendute e di ottenere un certificato digitale di proprietà. È una cosa buona e, per alcune polizze, obbligatoria. Ha però un perimetro preciso: riguarda le e-bike e passa dalla filiera commerciale. Se hai una bici muscolare, una e-bike comprata usata o un mezzo di qualche anno fa, ti serve un archivio in cui puoi iscrivere tu quello che possiedi.
La lista da spuntare prima dell'estate
I mesi caldi sono quelli in cui si concentrano i furti. Prima di uscire:
Rileggi le condizioni della polizza casa e verifica se il furto fuori dall'abitazione è compreso o va esteso
Controlla scoperto e franchigia, e se la compagnia dimezza lo scoperto con la foto del lucchetto, falla adesso
Fotografa la bici per intero, il numero di telaio e i dettagli riconoscibili
Annota il numero di telaio e salvalo in un posto che non perdi
Registra la bici e crea la prova di proprietà datata
Conserva insieme lo scontrino della bici e quello dell'antifurto
Sono dieci minuti. Ma se questa estate la tua bici sparisce dalla rastrelliera del supermercato, saranno i dieci minuti meglio spesi dell'anno.
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