Leghi la bici davanti alla stazione alle otto del mattino. Alle cinque del pomeriggio la rastrelliera è vuota e il lucchetto non c'è più. La scena si ripete migliaia di volte ogni estate, e non è un caso. Chi ruba biciclette non lavora a caso: segue schemi fatti di luoghi precisi, orari precisi e stagioni precise. Capire quegli schemi è il primo passo per tenersi la bici.
In Italia spariscono circa 320.000 biciclette all'anno, e quelle sono le stime corrette per il sommerso: dalla stessa indagine FIAB risulta che, su 2.876 furti dichiarati dai ciclisti intervistati, le denunce presentate sono state 1.190, poco più del 40%. Il Sole 24 Ore stima per la sola Milano 14.000 furti l'anno, ricordando che si tratta di un numero senz'altro inferiore alla realtà .
Dove finiscono tutte quelle biciclette?
Stazioni e nodi di scambio
Se c'è un tipo di luogo che sta stabilmente in cima alle statistiche, è l'area intorno alle stazioni ferroviarie e ai capolinea. Chi fa il pendolare lascia la bici parcheggiata per otto o dieci ore con orari prevedibili: chi ruba ha un'ampia scelta di bersagli e tutto il tempo per lavorare.
L'indagine FIAB fotografa anche l'altra metà del problema, cioè l'offerta di posti sicuri. Tra i comuni che hanno risposto al questionario, il 50% dispone di parcheggi dedicati presso le stazioni, mentre solo il 10% ne prevede presso gli esercizi commerciali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei condomini. Le stazioni sono, paradossalmente, il posto meglio attrezzato d'Italia: altrove la bici sta appoggiata a un palo.
Qualcosa si muove. A Milano sono in arrivo sei nuove velostazioni, che si aggiungono alle tre già realizzate negli ultimi anni nell'ambito del programma nazionale sulla mobilità casa-scuola e casa-lavoro. Sono parcheggi chiusi e videosorvegliati, ed è esattamente il tipo di infrastruttura che in Olanda, Danimarca, Belgio e Svizzera è la norma da anni.
Cosa fare: alle stazioni usa un archetto o una catena pesante, mai il cavetto. Lega telaio e ruota posteriore a una rastrelliera fissata a terra. Se la tua stazione ha una velostazione o dei box chiusi, usali anche se costano qualche euro al mese: è la spesa con il miglior rapporto tra costo e rischio evitato.
Le città universitarie
Le bici degli studenti sono bersagli privilegiati. Sono spesso vecchie, chiuse con antifurti economici e lasciate nello stesso punto per ore, a volte per giorni. Le rastrelliere degli atenei sono fitte, pubbliche e facili da frequentare senza dare nell'occhio.
I dati FIAB per città lo confermano, e mostrano anche quanto cambi l'atteggiamento da un ateneo all'altro. A Bologna, su 240 questionari compilati, i furti dichiarati sono stati 275, più di una bici a testa, ma le denunce solo 75, il 27%. A Padova, dove chi pedala è abituato a farlo, il rapporto si ribalta: il 68% di chi ha subito un furto ha sporto denuncia.
Cosa fare: in ateneo il cavetto non basta mai. Registra il numero di telaio, così se il mezzo salta fuori c'è qualcosa da confrontare. E verifica se l'università offre un deposito chiuso: molte sedi lo hanno e quasi nessuno lo usa.
Cortili, cantine e box
Verrebbe da pensare che nel cortile di casa o nella cantina condominiale la bici sia al sicuro. I numeri dicono il contrario. Secondo i dati FIAB ripresi dal Sole 24 Ore, il 70% dei furti avviene in parcheggi in luogo pubblico e all'aperto, ma la quota restante si concentra proprio negli spazi comuni dei condomini, che di sicuro hanno solo il nome.
Il problema degli spazi condominiali è strutturale: chiavi in circolazione da vent'anni, portoni che non chiudono, locali senza telecamere e un via vai che nessuno controlla. È anche il luogo dove le bici restano ferme più a lungo, il che dà a chi ruba il tempo di tornare.
Cosa fare: chiudi la bici con l'antifurto anche dentro il locale comune, legandola a una struttura fissa. Se il mezzo vale parecchio, portalo in casa. E se il locale bici del tuo condominio è messo male, portalo in assemblea: la spesa per una porta seria e una telecamera si divide tra tutti, il furto no.
Qui torna il dato FIAB sull'infrastruttura: solo un comune su dieci prevede parcheggi dedicati presso gli esercizi commerciali. Nella pratica significa legare la bici a un palo della segnaletica o a una ringhiera, dove un tronchese lavora indisturbato.
Cosa fare: metti l'antifurto anche per cinque minuti, e che sia un antifurto vero, non il bloccaruota. Parcheggia in vista dell'ingresso del negozio o di una telecamera. La guida ai lucchetti confronta le categorie e i pesi.
Quando: stagioni e orari
Il furto di biciclette segue il sole. La stagione forte va da maggio a settembre, per una ragione elementare: più bici in strada significa più bersagli, e con il caldo i mezzi passano la notte fuori invece che in cantina.
In Italia il picco estivo si somma a un secondo fattore, cioè il turismo. Nelle località di mare e nelle città d'arte i mesi centrali portano un ricambio continuo di persone e di bici, e in mezzo a quel movimento un mezzo che cambia mano non lo nota nessuno.
Vale la pena leggere come la mette Davide Maggi, rappresentante di Assobici, l'associazione che raggruppa i negozi di due ruote di Milano, intervistato dal Sole 24 Ore:
"Chi compra una bici rubata ruba una bici comprata."
Davide Maggi, Assobici
Il punto dell'associazione è che il furto non danneggia solo chi lo subisce: frena il mercato e la mobilità urbana di un'intera città . A Milano la bicicletta potrebbe arrivare a coprire il 20-30% degli spostamenti urbani, e il furto è il primo ostacolo su quella strada. È anche la ragione per cui, nello stesso articolo, si osserva che gli antifurti dei singoli non bastano: servono sistemi di identificazione e registri aperti e di facile utilizzo, che permettano di ricondurre una bicicletta al proprietario invece di trattarla come un furto tecnicamente secondario.
Come non finire nelle statistiche
Conoscere luoghi e orari è metà del lavoro. L'altra metà è comportarsi di conseguenza.
Antifurto serio a ogni sosta. Archetto o catena pesante, attraverso telaio e ruota posteriore. Un cavetto si taglia con un tronchese da tasca.
Scegli il posto. Zone illuminate, con passaggio di persone e telecamere. Evita le rastrelliere isolate dietro gli edifici.
Registra la bici. Annota il numero di telaio, fai le foto e tienile a portata di mano. Senza quel numero, una bici ritrovata è solo una bici: la guida al numero di telaio spiega dove cercarlo.
In estate alza la guardia. Da maggio a settembre è alta stagione. Controlla il lucchetto, evita di lasciare la bici fuori la notte e, se puoi, portala dentro.
Migliora la sicurezza del condominio. Serratura seria sul locale bici, telecamera, rastrelliere fissate a terra. È una spesa condivisa che protegge tutti.
I luoghi e i momenti che chi ruba preferisce sono documentati. Parcheggia di conseguenza, chiudi bene e fai in modo che la tua bici possa essere ricondotta a te se dovesse succedere il peggio: se è già successo, la guida alla denuncia copre i passaggi da fare subito.
Vuoi proteggere la tua bici? Scarica l'app e registrala gratuitamente.