Una e-bike da 3.000 euro legata davanti al supermercato con un cavetto da 20. È lo squilibrio che si vede ogni giorno sulle rastrelliere italiane. Le bici a pedalata assistita costano molte volte una city bike e vengono rubate più spesso, eppure quasi tutti le proteggono con l'attrezzatura che usavano dieci anni fa su una bici da 400 euro.
Il parco circolante intanto cresce. Secondo ANCMA le e-bike sono state 256.000 nel 2025, il 20% di tutte le biciclette vendute in Italia, contro l'11% del 2019. Con l'autunno e il ritorno ai tragitti casa-lavoro, quelle bici passeranno molte più ore legate fuori da uffici, stazioni e portoni.
Questa guida copre il quadro completo: antifurti adeguati al valore, cosa chiedono davvero le polizze italiane, localizzatori e registrazione.
Perché una e-bike chiede più protezione
L'economia del furto è semplice. Una e-bike rubata rende di più, si vende più in fretta e offre più modi di guadagnarci. Secondo la rivista di settore BikeBiz, due bici rubate su tre vengono vendute nel giro di poche ore, e il 78% dei furti serve a soddisfare una richiesta già ricevuta. Le e-bike stanno in cima a quella lista.
Oltre alla bici intera, i singoli componenti hanno un mercato. Una batteria di ricambio costa 500-900 euro, a volte di più per le unità integrate. Motore, display e centralina hanno ciascuno il proprio giro. Chi spoglia una e-bike in un box vende i pezzi separatamente, rende il recupero quasi impossibile e moltiplica il danno. Il ragionamento completo è in perché le e-bike sono più a rischio furto.
C'è poi un dato italiano che sposta il baricentro: secondo i dati FIAB ripresi dal Sole 24 Ore, il 70% dei furti avviene in parcheggi pubblici e all'aperto, ma la parte restante si concentra negli spazi comuni dei condomini. Ed è esattamente lì che una e-bike passa la notte, perché è pesante e nessuno se la porta al terzo piano tutte le sere.
Il lucchetto: quale livello serve
I consigli standard non bastano per una e-bike. Quando proteggi un mezzo da 2.000 euro o più, il budget dell'antifurto deve rifletterlo: la regola pratica è spendere il 10-15% del valore della bici.
Cosa dicono le certificazioni. Sold Secure Diamond è il livello più alto dell'ente di test britannico e indica lucchetti che resistono ad attacchi prolungati con utensili elettrici. ART 3 e superiori è l'equivalente olandese, molto usato in Europa continentale: ART 3 è considerato la soglia d'ingresso per una e-bike, ART 4 e 5 salgono ancora. In Italia le polizze parlano più genericamente di "antifurto omologato", ma nella pratica è a queste scale che si riferiscono. Le categorie sono confrontate nella guida ai lucchetti.
Come impostarlo. Usa due antifurti, non uno. Un archetto di livello alto attraverso telaio e ruota posteriore, più una catena pesante o un secondo archetto sulla ruota anteriore e sulla rastrelliera. Chi vuole portarla via deve superare due meccanismi separati: raddoppiano il tempo, il rumore e l'esposizione.
Per casa, ancora a terra o a muro fissato nel calcestruzzo e catena pesante attraverso il telaio. Conta più di quanto sembri, perché il box o il cortile è lo scenario in cui la tua e-bike passa più tempo ferma. Cinquanta o cento euro di ancoraggio coprono la situazione più a rischio.
Batteria e motore
La batteria è il componente più vulnerabile, perché è rimovibile per costruzione e spesso è tenuta da una serratura a cilindro elementare fornita con la bici.
Portala via quando parcheggi in strada. Pesa due o quattro chili ed è scomoda, ma toglie di mezzo il pezzo più appetibile e rende il resto molto meno interessante. Molti ladri passano oltre davanti a una e-bike senza batteria.
Migliora la serratura della batteria. Le serrature di serie sono spesso generiche, con decine di bici che escono di fabbrica con la stessa chiave. Come minimo, verifica che la batteria non si stacchi con una brugola o un cacciavite piatto.
Il motore. Le unità centrali sono imbullonate al telaio e difficili da smontare in fretta, il che è un vantaggio. I motori al mozzo sono più esposti ma richiedono comunque tempo e attrezzi. La vera difesa del motore è il suo numero di serie: se salta fuori in un'officina o in un annuncio, è l'unica cosa che può ricondurlo a te.
Un'ultima nota che riguarda la legge oltre che la sicurezza: l'articolo 50 del Codice della Strada considera velocipedi le biciclette a pedalata assistita solo se il motore non supera i 250 W nominali e si interrompe entro i 25 km/h. Un mezzo elaborato esce da quella definizione, e con essa esce anche dalla copertura di qualsiasi polizza.
Assicurazione: cosa chiedono davvero le polizze italiane
Qui l'Italia ha regole sue, e sono più strette di quanto molti si aspettino. Il quadro generale è nella guida all'assicurazione; per le e-bike valgono in più questi punti, documentati dal Sole 24 Ore.
Il furto su strada è raro nelle polizze. Molte garanzie coprono solo la sottrazione dall'abitazione o dalle sue dipendenze. Una delle poche che copre anche il furto all'aperto è acquistabile solo per e-bike regolarmente omologate, iscritte al CicloRegistro di ANCMA, e di valore non superiore a 5.000 euro.
Lo scontrino del lucchetto è un documento contrattuale. Sulla stessa polizza, lo smarrimento dello scontrino dell'antifurto omologato costituisce pretesto di non copertura. Conservalo insieme a quello della bici, e fotografalo.
La clausola su batteria e display. La garanzia non opera se al momento del furto l'assicurato non è in possesso della batteria e del computer di bordo. Detto in modo pratico: se ti fermi al bar lasciando la batteria montata, potresti non essere coperto. È una condizione che vale la pena leggere prima di firmare.
I massimali. Il pacchetto più completo di quella stessa polizza aggiunge la copertura infortuni del ciclista con un massimale di 50.000 euro per sinistro e i danni alle componenti elettriche, batteria inclusa.
Quanto costa. Sul fronte delle polizze specifiche contro il furto, Bikeitalia riporta il caso di una bici nuova da 10.000 euro assicurata a 758 euro l'anno, con i danni accidentali che si aggiungono a 26-29 euro annui. Su una e-bike da 1.200 euro il conto non torna, su una da 5.000 comincia a tornare.
Localizzatori GPS
I localizzatori sono ormai un livello di protezione concreto, non un gadget. I dispositivi dedicati si nascondono nel tubo del telaio o si alimentano dalla batteria della bici, danno la posizione in tempo reale e mandano un avviso quando il mezzo si muove, in cambio di un abbonamento mensile. Le etichette Bluetooth costano poche decine di euro senza canone, ma la precisione dipende dalla densità di telefoni compatibili nei paraggi: in centro a Milano funzionano, in un capannone di campagna molto meno.
Alcuni sistemi recenti hanno il tracciamento integrato nell'app del produttore del motore. Se la tua e-bike ce l'ha, attivalo e provalo prima di averne bisogno.
Il punto da tenere fermo è che un localizzatore aiuta a ritrovare la bici dopo il furto, non a evitarlo, e soprattutto non dimostra che sia tua. Il confronto completo è in GPS o registrazione.
Registrazione: telaio, motore e batteria
Qui chi ha una e-bike ha un vantaggio che quasi nessuno sfrutta. Una bici normale ha un identificativo. La tua ne ha almeno tre: telaio, motore e batteria. Ognuno è tracciabile per conto suo, e ognuno può riaffiorare in un posto diverso se il mezzo viene smontato.
Dove trovarli:
Telaio: punzonato sotto la scatola del movimento centrale, dove si incontrano le pedivelle. A volte sul tubo di sterzo o sul forcellino posteriore. Tutte le posizioni sono nella guida al numero di telaio.
Motore: su un'etichetta o inciso nel carter. Sulle unità centrali guarda sotto o di lato, sui motori al mozzo sul corpo del mozzo.
Batteria: su un'etichetta sull'involucro, in genere visibile quando la batteria è staccata dal telaio.
Fotografali man mano che li trovi e conservali insieme alla registrazione: come scattare foto utilizzabili è spiegato in come fotografare la bici. Quando registri la bici inserisci il numero di telaio con foto e dettagli, e annota gli altri due identificativi nella descrizione, così l'archivio contiene tutto in un posto solo. Se te la rubano, la segni come rubata e chi verifica quel numero prima di comprare vede la segnalazione.
Serve anche a un'altra cosa, molto italiana: in un paese dove spariscono circa 320.000 biciclette all'anno e dove la bicicletta non è un bene registrato, quei tre numeri sono l'unica cosa che permette a un motore o a una batteria recuperati di tornare da te. Se non stanno scritti da nessuna parte, un componente ritrovato è solo un componente.
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