Molte delle regole che i ciclisti danno per scontate in Italia sono leggende, in entrambe le direzioni. C'è chi crede che il casco sia obbligatorio e non lo è, e chi pensa che le luci servano solo di notte quando la norma dice altro. Ecco cosa prevede davvero il Codice della Strada, con i riferimenti agli articoli.
Freni: un dispositivo indipendente per ciascun asse, che agisca in modo pronto ed efficace sulle rispettive ruote
Campanello: è l'unico dispositivo acustico ammesso, e non è opzionale
Luci: bianche o gialle davanti, rosse dietro
Catadiottri: rossi posteriormente, gialli sui pedali e analoghi dispositivi sui lati
Chi circola senza pneumatici, o con un dispositivo di frenatura, segnalazione acustica o visiva mancante o non conforme, rischia una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro. L'unica eccezione riguarda campanello e dispositivi di segnalazione visiva durante le competizioni sportive.
Vale la pena soffermarsi sui catadiottri: sono la dotazione che quasi nessuno controlla e la prima a sparire quando si cambiano pedali o si monta un cerchio nuovo. Sono obbligatori tanto quanto i freni.
Quando vanno accese le luci
Qui casca parecchia gente. Le luci non servono soltanto di notte: vanno accese da mezz'ora dopo il tramonto fino a mezz'ora prima dell'alba, e anche di giorno quando le condizioni atmosferiche lo richiedono, cioè con pioggia, nebbia o scarsa visibilità. Una bici priva dei dispositivi in quelle condizioni non può essere usata: si può soltanto condurre a mano.
Con la revisione del Codice, inoltre, i dispositivi devono essere presenti in modo permanente sulla bicicletta, non montati all'occorrenza. La logica è semplice: una luce lasciata a casa non illumina nessuno.
Il casco: cosa dice la legge oggi
Contrariamente a quanto si sente ripetere, in Italia il casco non è obbligatorio per i ciclisti, nemmeno per i minori. Resta una scelta di buon senso, e per i bambini è fortemente consigliata, ma allo stato attuale non è un obbligo di legge.
Attenzione però: è un punto in movimento. In Parlamento sono in discussione proposte che introdurrebbero l'obbligo per i minori, e il Ministero delle Infrastrutture ha già annunciato interventi sulle due ruote. Prima di dare per acquisita una regola letta in un articolo, verifica se si tratta di norma vigente o di proposta: nel 2026 la differenza è ancora sostanziale.
Dove si può pedalare
Sulla carreggiata, sulle piste ciclabili e sui percorsi promiscui pedonali e ciclabili, quelli segnalati dall'apposito cartello. Sul marciapiede, salvo che sia espressamente indicato come percorso promiscuo, non si pedala.
Sui percorsi condivisi con i pedoni la precedenza è sempre di chi cammina: anche in assenza di un limite indicato, il ciclista deve moderare la velocità e adeguarla alla presenza di persone a piedi. È una regola di buon senso prima che di codice, ma è anche il punto su cui si concentrano più contestazioni.
Alcol e bicicletta
Il Codice della Strada considera la bicicletta un veicolo, e i limiti sul tasso alcolemico si applicano anche a chi pedala: la soglia è 0,5 grammi per litro, la stessa prevista per chi guida un'auto. Le conseguenze differiscono, perché senza patente non c'è patente da sospendere, ma la sanzione esiste e l'idea che in bici si possa bere liberamente è sbagliata.
Cosa il Codice non copre: la proprietà
C'è un ambito su cui il Codice della Strada tace del tutto, ed è proprio quello che conta il giorno in cui la bici sparisce: dimostrare che è tua.
Nessuna norma italiana impone di registrare una bicicletta, e non esiste un archivio nazionale unico. Il risultato lo misura l'indagine nazionale FIAB: a fronte di 2.876 furti dichiarati dai ciclisti intervistati sono state presentate appena 1.190 denunce, poco più del 40%, e a Milano il rapporto scende al 21%. Chi non ha un numero di telaio annotato spesso non denuncia nemmeno, perché sa che senza quel dato la pratica non porterà a nulla.
È l'unico pezzo che devi mettere tu. Annota il numero di telaio, fotografalo e registra la bici: sono cinque minuti e non costa nulla. Se non sai dove cercarlo, la guida al numero di telaio lo spiega punto per punto, e se il furto è già avvenuto la guida alla denuncia copre i passaggi successivi.
In sintesi
Freni su entrambi gli assi, campanello, luci bianche davanti e rosse dietro, catadiottri rossi posteriori, gialli sui pedali e sui lati. Luci accese dal tramonto all'alba e quando la visibilità è scarsa. Niente marciapiede se non è segnalato come percorso promiscuo. Casco consigliato ma non obbligatorio, con norme in evoluzione. E la registrazione della bici, che il Codice non chiede ma che è l'unica cosa che ti resta in mano dopo un furto.
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