Bologna è la città italiana in cui negli ultimi anni è cambiato di più per chi si sposta in bicicletta. È stata la prima grande città del paese a diventare Città 30, ha costruito una rete ciclabile con le linee numerate come una metropolitana e i risultati non sono opinioni: sono conteggi. Se pedali per andare al lavoro sotto le Due Torri, o stai pensando di cominciare, ecco cosa offre la città e a cosa fare attenzione.
La rete: la Bicipolitana
L'idea è semplice e funziona: dare alle ciclabili la stessa logica di una rete metropolitana, con linee numerate, colori e fermate. Nel comune di Bologna i percorsi ciclabili sono 228 chilometri, e la rete ciclabile è organizzata su scala metropolitana in 34 linee, di cui 20 per gli spostamenti di tutti i giorni e 14 dedicate al tempo libero e al cicloturismo.
La differenza rispetto a un elenco di piste ciclabili è che le linee sono pensate per andare da qualche parte. Chi arriva dai comuni della cintura, da Casalecchio, da San Lazzaro, da Castel Maggiore, ha un percorso identificabile invece di una successione di tratti che finiscono in un incrocio. Il modello è stato proprio per questo.
Il pezzo che chiude il disegno è la Tangenziale delle Bici, l'anello ciclabile che gira attorno al centro storico e permette di attraversare la città senza infilarsi nel traffico dei viali. Insieme alla velostazione sotto il parco della Montagnola, la casa dei ciclisti urbani bolognesi, è il progetto che la FIAB indica come il salto di qualità della città .
Un vantaggio che nessun'altra città italiana ha: i portici. Trentotto chilometri nel solo centro storico, patrimonio UNESCO, che nella pratica significano poter parcheggiare, aspettare o smontare all'asciutto quando piove. Non sono infrastruttura ciclabile, ma cambiano la vita del pendolare da novembre a marzo.
Città 30: cosa è successo ai numeri
Bologna è diventata Città 30 nel gennaio 2024, con il limite di 30 km/h su gran parte della viabilità urbana. È stata una scelta discussa, e i dati dei primi sei mesi del 2025 pubblicati dal Comune sono il modo più onesto di valutarla.
Sul fronte della sicurezza:
incidenti a 1.211, il 15,2% in meno rispetto alla media del periodo precedente
feriti a 1.145, il 5% in meno
decessi a 5, il 33,3% in meno rispetto alla media 2022-2023
incidenti in codice rosso in calo del 21% rispetto all'anno prima
Sul fronte della mobilità , che è quello che interessa a chi pedala:
passaggi in bicicletta +19%, da 1,16 a 1,38 milioni rilevati in quattro punti della cittÃ
bike sharing +119%, da 744.420 a 1.627.898 corse nel semestre
traffico veicolare in calo dell'8%, cioè circa 17.000 veicoli in meno al giorno sulle direttrici monitorate
biossido di azoto a 32 µg/m³, il 30,4% in meno e il valore più basso degli ultimi dieci anni sul periodo
Il numero che conta per te è il primo dell'elenco: pedalare a Bologna oggi significa muoverti in mezzo a più ciclisti di prima e a meno auto. La città ha anche ricevuto un riconoscimento a Velo-city proprio per il lavoro sulla sicurezza stradale.
Estate, inverno e la questione dei colli
Bologna sta in pianura fino a dove finisce il centro, poi comincia a salire. Se abiti sui colli, il rientro serale è un'altra cosa rispetto all'andata, ed è il caso in cui una e-bike smette di essere un lusso e diventa lo strumento giusto: quasi tutti i tragitti casa-lavoro bolognesi stanno sotto i sette chilometri, una distanza che l'assistenza copre senza problemi di autonomia.
L'estate in pianura padana è il vero ostacolo. Luglio e agosto in centro sono pesanti, e la strategia sensata è spostare l'orario: prima delle otto e mezza si pedala bene, all'una del pomeriggio no. I portici e i viali alberati fanno il resto.
L'inverno è più gestibile di quanto sembri. Non c'è ghiaccio persistente come nel nord Europa, ma c'è nebbia, e con la nebbia le luci non sono un optional: l'articolo 68 del Codice della Strada impone luci bianche o gialle davanti e rosse dietro, più i catadiottri, e vanno usate anche di giorno quando la visibilità lo richiede. Le regole complete sono nella guida al Codice della Strada per i ciclisti.
Il problema dei furti
Qui arriva la parte scomoda. Bologna è una città universitaria con decine di migliaia di studenti, e le rastrelliere di zona universitaria sono esattamente il tipo di bersaglio che chi ruba cerca: bici lasciate a lungo, antifurti economici, tanto passaggio in cui confondersi.
I numeri dell'indagine FIAB sono eloquenti. A Bologna, su 240 questionari compilati, i furti dichiarati sono stati 275, più di una bicicletta a testa. Le denunce, però, solo 75: il 27%. A Padova, città universitaria comparabile, la stessa indagine registra il 68% di denunce.
Una bici legata otto ore alla stessa rastrelliera vicino all'ufficio ha bisogno di più di un cavetto.
Un antifurto serio. Archetto o catena pesante, attraverso telaio e ruota posteriore, legati a una struttura fissata a terra. Nelle zone affollate scegli punti vicini a ingressi e telecamere. La guida ai lucchetti confronta pesi e categorie.
Rompi la routine. Stessa rastrelliera, stesso orario, cinque giorni su sette: è uno schema, e chi ruba di mestiere gli schemi li nota. Cambia posto quando puoi.
Porta via gli accessori. Luci, borse, ciclocomputer vengono con te. Sostituisci gli sganci rapidi di ruote e sella con bulloni.
Registra la bici. È il passaggio che quasi tutti saltano e quasi tutti rimpiangono. Registrarla richiede cinque minuti e non costa nulla: numero di telaio, foto e dettagli finiscono in un archivio consultabile, e se la bici sparisce la segnali dall'app, così chiunque la incroci può verificarne lo stato. Se non sai dove sia il numero, la guida al numero di telaio lo spiega punto per punto.
Metti un adesivo QR. Un codice ben visibile sul telaio comunica che quella bici è tracciabile, e sposta il calcolo di chi sta valutando quale portare via: come funziona è spiegato negli adesivi QR.
Usa la velostazione. Se il tuo tragitto passa dalla stazione centrale o dalla Montagnola, un parcheggio chiuso e sorvegliato costa pochi euro e toglie di mezzo il problema per tutta la giornata.
Per cominciare
Se non hai mai fatto il tragitto in bici, provalo di sabato mattina, quando il traffico è leggero e puoi capire dove le linee della Bicipolitana ti portano davvero. Cronometra, guarda dove parcheggeresti e verifica che ci sia una rastrelliera fissata a terra e non un palo.
Poi, prima del primo giorno, prenditi cinque minuti: gira la bici, trova il numero di telaio sotto il movimento centrale, fai qualche foto e registrala. È gratuito, e con 275 furti dichiarati su 240 persone intervistate è l'assicurazione più economica che puoi stipulare su un mezzo che sta per passare otto ore da solo in strada.
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